25 Mar

La sera del 24 Marzo Bernadette si corica appena buio. Nel bel mezzo della notte si sveglia tutta pervasa di una gioia particolare che lei ben conosce: deve andare alla grotta.

Verso le cinque è sulla strada, spera di non incontrare nessuno, ma arrivata a Massabielle trova qualche decina di persone ad aspettarla.

Là c’è anche Aquerò. Bernadette dice il suo rosario, poi avvicinatasi alla cavità nella roccia ricorda il compito datole dal signor curato. E chiede: “Signorina, volete avere la bontà di dirmi chi siete, per piacere?”. Aquerò sorride, Bernadette rinnova la richiesta una volta e poi un’altra ancora… alla quarta l’apparizione risponde:

“Que soy era Immaculada Councepciou - Io sono l’Immacolata Concezione”

Terminata l’apparizione Bernadette corre dal curato…

- “Que soy era Immaculada Councepciou” dice
-”Tu sei l’Immacolata Concezione! Piccola orgogliosa!”
-” Aquerò ha detto Que soy era Immaculada Councepciou”
-”Una signora non può portare quel nome! Tu m’inganni! Sai cosa vuol dire questo?”
Bernadette scuote la testa…
-”Allora come puoi dirlo se non hai capito?”
-”Ho ripetuto per tutta la strada”
Silenzio.
-”Vuole sempre la cappella”, mormora Bernadette…

Payramale la conceda scosso da quanto ha sentito e la sera stessa riferisce il tutto al suo Vescovo

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04 Mar

logo2008giubileo.gifOggi è il gran giorno. E’ il quindicesimo giorno da quando  Aquerò chiese a Bernadette:

“Volete avere la cortesia di venire qui per quindici giorni?”

Una gran folla l’attende a Massabielle, ogni posto è occupato; qualcuno addiritura si è posto sulle pietre sporgenti dal letto del fiume. Le autorità hanno provato ad organizzare un certo ordine ed hanno tenuto il posto per la giovane. Bernadette arriva poco dopo le sette, con la sua famiglia. Lungo la strada è stata fermata da un uomo venuto da Luz che le ha chiesto di pregare per “la mia bambina che è cieca”. Bernadette gli risponde di portarla a lavarsi alla fonte.

Arrivata al suo posto la piccola Soubirous accende il suo cero, si inginocchia e comincia il suo rosario, invitando anche gli altri a fare lo stesso. Alla terza Ave della seconda decina un sorriso le illumina il viso. La scena è consueta per chi già ne ha mirato l’estasi. Sorrisi e saluti si alternano, per due volte cerca di portare alla fronte le tre dita tra cui tiene la corce del rosario senza riuscirci, alla terza ne esce un segno di croce di inaudita semplicità e bellezza. Dopo mezz’ora Bernadette si alza col cero in mano ed entra nella grotta, fissando la cavità. Muove le labbra senza che si oda alcuna parola. Sembra che stia parlando con qualcuno proprio di fronte a lei, alla sua stessa altezza. Il suo volto si fa serio e triste per tre minuti, per poi illuminarsi di nuovo. Tornata al posto di prima, termina la recita del rosario sempre interrotta da sorrisi e saluti.

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03 Mar

La voce si è sparsa anche al di là della piccola Lourdes. Oggi tre o quattromila persone sono in attesa davanti alla grotta. Bernadette arriva verso le sette, ma data la folla fatica a trovare il suo consueto posto di fronte al roseto e perfino a vedere la piccola nicchia nella roccia, dato che a Massabielle vi è solo posto in piedi.

Quella mattina Aquerò non le appare, la tristezza cresce sul suo viso al ritmo della recita del rosario; qualcuno dei presenti se ne accorge altri no.

La giovane va a scuola, finite le lezioni di nuovo in compagnia di suo zio e di sua zia si reca alla grotta guidata da un misto di timore e tremore, speranza e inquietudine.

Arriva alla grotta e la “signorina di luce”  è là che l’aspetta. Ci sono comunque più di cento persone alla grotta.

Bernadette ha una risposta da dare all’abbé Peyramale. Il curato è a Tarbes, al ritorno riceve la visita della piccola:

-Signor curato, la signora vuole sempre la cappella.

- Le hai chiesto il suo nome?

-Sì, ma non fa che sorridere.

-Si prende graziosamente gioco di te! Ebbene se vuole la cappella dica il suo nome e faccia fiorire il roseto della grotta. [...] le faremo costruire una cappella e non sarà “molto piccola” sta sicura! Sarà grandissima.

 

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