01 Mar

Tra quelli che vanno alla grotta quel giorno c’era Catherine Latapie, donna non di Lourdes, ma di un altro paese. E’ una rude paesana per nulla devota.  Due anni prima cadendo da un albero si era slogata un braccio destro perdendo l’uso di due dita della mano rimaste paralizzate. A causa di ciò non poteva più svolgere il suo lavoro: filare.

Alla grotta prega e poi sia avvicina alla fonte. Dopo aver immerso la mano le dita si “sciolgono” e  riacquistano la loro mobilità. Riesce per la prima volta a congiungere le mani in preghiera.

La sua guarugione sarà una delle sette riconosciute miracolose dall’inchiesta del Vescovo.

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28 Feb

Quella mattina alla Grotta si reca anche il comandante della Gendarmeria di Tarbes, il capo-squadrone Renault, accompagnato dal  proprio attendente, il gendarme Bigué. Per suo volere, da questa mattina in poi ci sarà sempre un gendarme alla Grotta per fare il rendiconto di quanto accade.

Egli organizza anche il conto dei presenti: sono millecentocinquanta persone.

Bernadette prega in ginocchio tenendo in mano il cero e ripete i gesti dei giorni precedenti.

 La fonte è più chiara e sempre più persone vi si avvicinano per attingere acqua e baciano il terreno prima e dopo le apparizioni.

In questa giornata Bernadette, dopo la Messa, viene portata dal giudice istruttore, Ribes.

Il guardafontane Latapie riporta ai propri amici stralci dell’interrogatorio: si scopre ammirato per il coraggio di Bernadette che alla minaccia di essere rinchiusa in prigione ha risposto al giudice:

- Sono pronta, mettetemici, e che sia solida e ben chiusa o scapperò.

E all’intimazione del giudice:

- Bisogna che tu rinunci ad andare alla grotta

Risponde ferma:

- Non me ne priverò

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