26 Feb

logo2008giubileo.gifBernadette, nonstante i pianti della madre e il divieto del procuratore, si reca alla grotta per rispettare la promessa fatta ad Aqueró. Ci sono ben cinquecento persone ad attenderla. Accende il suo cero, come al solito, e comincia il suo rosario guardando verso il roseto. Pensa al suo malumore nel giorno precedente, alla sua scarsa sollecitudine nell’obbedire quando per tre volte si era rifiutata di bere l’acqua mista a fango. Ripete i gesti di ieri, sale in ginocchio e bacia la terra.

Niente. Non succede nulla, sul suo viso è possibile scorgere lo smarrimento. Le sue zie, infine, la trascinano via.

La gente, però, quasi non si accorge che nessuna apparizione ha avuto luogo, anzi, è più del giorno prima incuriosita da quella fonte scoperta scavando nel fango; scende con bottiglie vuote e li le riempie…

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11 Feb

Sono passati giusto 150 anni da quel Giovedì.

I Soubirous vivevano nel cachot, la cella di una vecchia prigione, un tugurio infetto e buio. La legna era finita e verso le 11 del mattino Bernadette, che allora aveva 14 anni, sua sorella Toinette e la loro amica Janne Abadie, vanno a raccoglierne vicino alla grotta di Massabielle (vecchia-roccia nel dialetto locale) che si trova, oltre il fiume Gave, a circa un chilometro dal paese.

Dopo che Toinette e Janne hanno già attraversato il torrente, Bernadette è rimasta indietro restata sola:

Andai un pò più lontano per vedere se potevo passare senza scalzarmi. Impossibile. [...] Mi ero appena tolta la prima calza quando sentii un rumore, come se fosse stato un colpo di vento.

ma niente si muove

Mi sarò sbagliata…

Sente di nuovo lo stesso rumore, allora, sollevata la testa, vede nella cavità della roccia, una figura avvolta di luce.

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La Signora mi guardò, mi sorrise e mi fece cenno di avanzare, come se fosse stata la mia mamma. La paura mi era passata, ma mi sembrava di non sapere più dove fossi. Mi stropicciai gli occhi, li chiusi, li apersi; ma la Signora era sempre là, che continuava a sorridermi e a farmi capire che non mi ingannavo [...] La Signora ha l’aspetto di una giovane di sedici o diciassette anni. E’ vestita di bianco, con una fascia azzurra che scende lungo l’abito. Porta sulla testa un velo ugualmente bianco, che lascia scorgere appena i capelli e ricade all’indietro fino al di sotto della fascia. I piedi sono nudi, ma coperti dalle ultime pieghe dell’abito, eccetto alle estremità dove brilla su ciascuno di essi una rosa d’oro. Porta sul braccio un rosario dai grani bianchi, legati da una catenella d’oro lucente, come le due rose ai piedi.” (parole di Bernadette a Jean Baptiste Estrade).

In un tempo che sembra infinto, Bernadette con gli occhi fissi verso l’apparizione recita il Rosario imitando la Signora che fa scorrere i grani tra le dita, ma non muove le labbra.

Terminata la recitazione sparisce.

Mentre le due sorelle tornano verso casa, Toinette si accorge che, per la prima volta, Bernadette non è “a rimorchio” ed anzi l’aiuta a portare anche il suo carico di legna.

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