Loreto
Santuario dell’Incarnazione
Il santuario di Loreto <<secondo l’antica e viva tradizione>> venera la Casa nazaretana della Madonna.
La dimora terrena di Maria di Nazareth era costituita da due parti:da una Grotta scavata nella roccia, tutt’ora venerata nalla basilica dell’Annunciazione di Nazareth, e da una Casa in muratura, antistante e sovrastante la Grotta.
Secondo la tradizione nel 1291, quando i crociati furono espulsi definitivamente dalla Palestina con la perdita del porto di Akko, la Casa in muratura della Madonna fu trasportata,<< per ministero angelico >>, prima in Illiria e poi nel territorio di Loreto (1294).
Oggi, in base agli scavi archeologici effettuati sotto la S. Casa (1962-1965 ) e a studi filologici e iconografici, si avanza l’ipotesi, ben fondata, secondo cui le pietre della S. Casa sarebbero state trasportate a Loreto su nave, via mare, dai cristiani. Qualcuno, sulla base di segni archeologici e storici, indica quale protagonista del trasporto delle pietre del sacello da Nazareth nell’Illiria gli Angelo, despoti dell’Epiro dal 1204 al 1318.
Anche antiche immagini della traslazione raffigurante le pietre della S. Casa e lo stesso sacello dentro una nave pilotata da uomini e scortata dall’alto dentro una nube, dalla Vergine col Bambino.
In alcune pietre sono stati rinvenuti grafiti che gli esperti giudicano simili a quelli trovati a Nazareth e nei santuari della Palestina.
La S. Casa, nel suo nucleo originario, è costituita da solo tre pareti, perchè la parte orientale, ove sorge l’altare, fin dalle origini ha subìto profonde trasformazioni. C’è chi dice che questa parte a Nazareth poggiasse sulla roccia. Le tre pareti originarie si innalzano da terra per circa tre metri. Il materiale sovrastante, costituito da mattoni locali, è stato aggiunto in seguito, compresa la volta che nel 1536 sostituì un tetto a spioventi. Il piccolo edificio è stato innalzato perchè fosse adatto al culto.
Il rivestimento marmoreo, che sostituisce un precedente muro in mattoni costruito intorno al sacello dai recanatesi agli inizi del secolo XIV, fu voluto da Giulio II, e realizzato su disegno di Bramante (1507), da rinomati artisti del rinascimento italiano, fu messo in opera nel 1531-1534.
Incompatibili sono le bellezze del santuario di Loreto, considerato il più ricco di storia e di arte fra tutti i santuari mariani del mondo.
Qualunque sia la verità sul trasporto della S. Casa, per ministero angelico o per iniziativa umana, essa pure ispirata dall’alto, è certo che Loreto ha un legame tutto speciale con la dimora nazaretana di Maria.
L’insigne reliquia è per il pellegrino occasione e invito per meditare i suoi alti messaggi teologici e spirituali.
Il Santuario lauretano è detto anche <<Casa del malato>>. L’iconografia tradizionale raffigura talvolta S. Giuseppe sofferente e morente nella S. Casa, assistito dalla Vergine e benedetto da Gesù. Le venerate pareti hanno conosciuto anche la sofferenza e la morte. Qui accorrono pellegrini infermi da ogni parte. Vengono a chiedere conforto e sollievo alla Madonna nella sofferenza. Qualche volta il sorriso della Madre opera guarigioni. Più spesso la sua carezza scende nei cuori infondendo fiducia e coraggio nel duro percorso della sofferenza.
La statua e i suoi ornamenti
La statua della Madonna, oggi esposta alla venerazione dei fedeli nella S. Casa, è di legno di cedero ricoperto da un ampio e prezioso manto, detto <<dalmatica>>, sul quale sono appesi doni votivi. Esso imita la statua più antica, forse la prima posta nel sacello, che bruciò nel 1921.
La statua attuale venne incoronata a Roma il 5 settembre 1922 da Pio XI e portata solennemente a Loreto il 7 settembre dello stesso anno. Il 4 ottobre 1962 Papa Giovanni XXIII, pellegrino a Loreto alla vigilia del Concilio Ecumenico Vaticano II, incoronò ancora una volta la statua della Madonna.
I volti della Madonna e del Bambino sono neri perchè scolpiti su legno di cedro del Libano, già di per se stesso scuro e per di più artificialmente tinteggiato. L’antica statua era di colore bruno ma non così nera.
