Sant’Ambrogio
Sabato 19 aprile ci siamo ritrovati per il nostro quarto appuntamento previsto per il 2008. Siamo stati molto fortunati, perché abbiamo avuto una tregua dall’inclemente pioggia che aveva creato tanto disagio nei giorni precedenti. Quindi grazie al tiepido sole e alla meta molto interessante, abbiamo avuto la piacevole sorpresa di essere ben in 120!!!
Ovviamente il poter visitare la BASILICA DI SANT’AMBROGIO con il privilegio di una guida competente come Gianfranco Oneta ha contribuito al successo indiscusso dell’iniziativa.
Fin dall’inizio della visita siamo rimasti affascinati e increduli nel sentire che la basilica era stata fondata tra il 379 ed il 386. Il Vescovo Ambrogio l’aveva voluta nell’area del cimitero ad Martires, fuori Porta Vercellina, l’antica Basilica Martirum, da sempre comunemente chiamata “Ambrosiana”, ed è universalmente considerata il più importante esempio di architettura romanica lombarda. Il suo aspetto attuale è dovuto ad una storia lunga e complessa, caratterizzata da molteplici fasi costruttive, opere di trasformazione e lavori di restauro che hanno quasi completamente cancellato le tracce del primitivo edificio nel quale trovarono sepoltura i resti dei Martiri Gervasio e Protasio e, poco dopo, quelli dello stesso Ambrogio.
La bellezza della basilica ci lascia senza parole, in particolare il bellissimo SACELLO DI SAN VITTORE IN CIEL D’ ORO dove al centro, su un fondo di tessere d’oro, è il Cristo pantokrator assiso su un grande trono gemmato. Ai suoi lati sono i martiri Gervasio e Protasio sui quali planano in volo gli arcangeli Michele e Gabriele recanti corone; da non dimenticare il SIGILLO TOMBALE DELL’IMPERATORE LUDOVICO II la cui lastra in marmo, che reca incisa un’iscrizione, chiudeva la tomba dell’imperatore carolingio Ludovico II, morto nel 875 e sepolto nella Basilica; e ancora gli AFFRESCHI MEDIOEVALI nella a parte absidale, unica zona superstite della fase alto medioevale della Basilica. Sul sottarco che introduce alla navata sinistra, due tondi con i busti di un Santo Vescovo e di un giovane Santo (X secolo). La composizione, di grande eleganza, nella quale si alternano personaggi e motivi geometrici e vegetali stilizzati, riflette il gusto proprio dell’arte di età ottoniana.
Al termine della visita Don Ettore ha celebrato la Santa Messa presso il bellissimo altare centrale e successivamente abbiamo recitato il Santo rosario nella cripta che fu costruita nella seconda metà del X secolo durante i lavori di sistemazione della zona absidale della basilica. Nella cripta sono collocati i corpi di Sant’Ambrogio, San Gervasio e San Protasio, entro un vano, ricavato sotto il ciborio, è collocata, sopra un altare, l’urna d’argento con le sacre reliquie.
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Il fascino della Basilica Ambrosiana ha fatto sì che ci siamo ritrovati in 120 persone, catalizzati da una guida veramente preparata e competente, Franco Oneta, che ha contribuito al successo indiscusso dell’iniziativa.
Sin dall’inizio della visita siamo rimasti incantati ad ammirare la struttura della Basilica, col suo quadriportico, i due campanili e un interno di ineguagliabile bellezza, che rappresenta il più importante esempio di architettura romanico-lombarda.
La Basilica è stata fondata tra il 379 e il 386 per volontà del Vescovo Ambrogio, che le diede il nome di Basilica Martirum, ed è la prima delle tre Basiliche paleocristiane voluta dal grande Vescovo unitamente alla Basilica Virginum (S. Simpliciano) e alla Basilica Apostolorum (S. Nazaro).
La Basilica è ricca di stupende opere d’arte, in particolare il Sacello di S. Vittore in Ciel d’oro dove al centro, su un fondo di tessere d’oro, è il Cristo assiso su un grande trono gemmato, il pulpito marmoreo di Stilicone e lo stupendo mosaico dell’abside centrale.
Ma la meraviglia somma della Basilica risplende nell’altare maggiore, dello scultore Volvinio, una fra le più sbalorditive creazioni d’arte orafa del mondo, ed è qui che abbiamo seguito con emozione la S. Messa celebrata da Don Ettore.
Abbiamo concluso la visita nella Cripta, dove sono stati deposti i corpi di S. Ambrogio e dei Santi Gervaso e Protaso e, recitando il S. Rosario, mai come in questo luogo abbiamo sentito in noi l’orgoglio di essere cattolici ambrosiani.
Qui abbiamo pregato per i nostri cari e per la nostra Associazione, invocando la benedizione di Ambrogio e chiedendo a lui la forza dell’impegno costante, che a lui non mancava, per realizzare al meglio il percorso terreno che il Signore ha affidato a ciascuno di noi.
