7 Dicembre
Appunti su riflessione di don Mauro - Mattina
- Il cristiano che non prende sul serio i propri doveri verso il mondo, mette a rischio la propria salvezza.
- Ma non è solo la cura per il creato, che oggi va molto di moda!
- Frase di Bernadette alla domanda cosa volesse per la sua famiglia, rispondeva: non chiedo la ricchezza, ma che amino il buon Dio!
- Aveva capito cosa significa gratuitamente, che tutto è dono. Abbiamo ricevuto gratuitamente, gratuitamente dobbiamo dare.
- E i soldi sono invece la molla sulla quale scattiamo tutti. Qual è il posto delle ricchezze nella mia vita? Ho mai analizzato in confessione questo aspetto? Qual è il rapporto con le cose che ho? Le considero un dono od un diritto? Qual è il primo atteggiamento quando qualcuno mi chiede qualcosa?
- Bernadette non ha tenuto per sé niente, anche se era povera in canna.
- Se abbiamo ricevuto, dobbiamo condividere. Altrimenti diventiamo gretti, chiusi in noi stessi ed insoddisfatti perché non aperti all’accoglienza degli altri.
- Dobbiamo riscoprire la precarietà, cioè il non avere solo certezze umane e terrene, ma il riscoprire la Provvidenza: come S.Giuseppe Cottolengo, come la comunità Cenacolo, come Bernadette. Dio si è scritto il nostro nome sul palmo della mano (Isaia): quindi possiamo fidarci per davvero!
- Noi invece tendiamo a volere tutto sotto controllo, senza mai avere la vera libertà della Provvidenza.
- Così anche nei rapporti: gli altri non sono proprietà, ma dono. Tutto ciò che abbiamo è un dono: le ricchezze, le persone, i poteri…
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Pomeriggio
Bernadette: Se la Vergine avesse trovato qualcuno di più ignorante di me, avrebbe scelto lei.
Gn. 1,1-2,4 a: la Creazione, che per una preghiera ebraica che si legge prima della lettura di questo testo è una miriade di benefici.
Isaia: Dio dice tu sei prezioso ai miei occhi.
E siccome siamo in questa condizione di amore allora, come Bernadette, dobbiamo lodare, ringraziare.
La nostra vita è un esperienza di alleanza con Dio; Dio non ha detto: io ti ho creato, adesso arrangiati! Ci è vicino. Lo è anche nella presenza dei fratelli.
Il solo il fatto che la creazione è stata scritta alla luce dell’Esodo, ci suggerisce che l’alleanza inizia dal principio, dal progetto di Dio.
La nostra vita non è fatta di esperienze, di parentesi, ma ha una continuità in cui le esperienze compongono una linea continua. Tutto è inserito in questo contesto. Quindi le esperienze non sono che passaggi sclerotici se non inserite in un orizzonte, in una storia.
Quest’orizzonte per noi è Gesù. In questo modo tutto prende posto, ogni esperienza assume significato nel contesto di una storia.
Nel racconto della Creazione il soggetto, l’origine e l’artefice è Dio, non Io. Così deve essere la nostra vita, di cui non siamo né artefici né origine. In questo Bernadette ci è maestra.
Se invece mettiamo noi stessi al centro, saremo schiavi di noi stessi. Mettendo invece al centro, nell’orizzonte, Dio, saremo liberi e realizzati, seppur non senza fatiche, proprio come Bernadette.
In questa prospettiva la Riconciliazione è fondamentale : rinsalda l’alleanza, ci ri-crea come nuovi.
Come Dio nella creazione fa ordine, separa, da un nome alle cose: così noi dobbiamo dare un nome a tutti i pezzi della nostra vita e riordinarli. Come per Dio, anche per noi dare un nome alle cose ci aiuta a collocare i pezzi, le esperienze, ad individuare il bene e il male nella nostra vita, a dis-criminare. Questo è il principio della santità: separare, dare un nome alle cose..
Dio crea l’uomo a sua immagine. E l’immagine di Dio è il re, in cui si riconosceva il popolo. E siccome l’uomo è maschio e femmina, Dio fa l’uomo a sua immagine perché lo fa immagine di una relazione.
Bernadette parla della relazione gratuita quando spiega alle novizie di S.Gildar che i malati andavano curati andando via prima che potessero ringraziare. La relazione gratuita, immagine del Dio trinitario, è l’insegnamento di Bernadette e non solo.
E tutto ciò è bello: com’è bello Signore stare insieme come fratelli
